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  • Umberto Guarino

La filiera della moda verso la Fase 2


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Dopo quasi due mesi di stop, la filiera della moda si prepara alla Fase 2. L’allentamento delle misure di contenimento toccherà, in primis, il mondo produttivo, che potrebbe riaccendere i motori già dal 27 aprile. Disco verde atteso in maggio, probabilmente l’11, per i negozi.


Queste le ipotesi al vaglio del Governo. La discussione con enti locali e sindacati è entrata nel vivo solo negli ultimi giorni dopo che sul tavolo è arrivato il lavoro prodotto dalla task force guidata da Vittorio Colao. La riapertura non avverrà "in maniera indiscriminata" perché "sarebbe da irresponsabili", spiega il premier Conte, che nega fermamente l’ipotesi dello “stravolgimento”. “Le regole non salteranno, ma le raccomandazioni saranno adattate alla nuova fase".


In attesa del via libera del Governo, le prefetture hanno già permesso la parziale riapertura delle attività produttive ad alcune aziende, tra cui Cucinelli, Gucci e Prada, per proseguire lo sviluppo delle collezioni nel rispetto di nuove e rafforzate misure sicurezza. Al contrario, si profila una partenza ritardata per il commercio moda, che rischia di pagare il prezzo più alto nel caso di un lockdown prolungato data la stagionalità del comparto. Secondo il presidente di Federazione Moda Italia, Renato Borghi, rischiano l’estinzione oltre il 10% dei 115mila punti vendita di abbigliamento e accessori presenti nella Penisola e circa 30.000 posti di lavoro su 313mila. Le associazioni di categoria spingono da tempo per la riapertura. I magazzini dei negozi sono stracolmi di merce invenduta e ancora da pagare. E poi c’è il nodo degli ordini già confermati per la prossima stagione invernale. Dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, arrivano le prime indiscrezioni su come organizzare la Fase 2 delle attività commerciali. In particolare, per i negozi moda sarebbe allo studio un programma di aperture scaglionate serali. Molte ancora le incognite anche sulle linee guida, dalla sanificazione obbligatoria per i capi provati nel punto vendita al numero di ingressi consentiti. Saranno obbligatorie, invece, le mascherine per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni. Intanto, dal 20 aprile, la Germania ha allargato le maglie del lockdown per le attività commerciali. Il Governo tedesco ha consentito la riapertura di tutti i negozi con una superficie inferiore agli 800 mq., sebbene siano previste misure e tempistiche diverse nei vari Land.

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Studio Legale Guarino & Associati - 2017