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  • Umberto Guarino

La moda incerta sul dopo Brexit.

Fonte: https://www.mffashion.com/news/livestage/la-moda-incerta-sul-dopo-brexit-202001311617311709

Ci sono voluti quattro anni, una manciata di elezioni e la testa di diversi leader politici ma alla fine è arrivata. La Brexit è iniziata e affronterà, per i prossimi undici mesi, un lungo braccio di ferro politico per definire, o meno, i dettagli di un divorzio che, nel 1973, data d’ingresso del Regno unito nell’Unione europea, sembrava impossibile.

Separazione che il premier britannico Boris Johnson, tanto per esserne certo, è riuscito a blindare con una legge, la European union withdrawal agreement act 2020, appena firmata dalla regina Elisabetta II.

Per quanto è dato a sapere oggi, in questa prima fase tutto rimane invariato, sia per le persone che per le cose. Qualcosa di più si inizierà a scrivere dal prossimo 3 marzo, data in cui dovrebbero partire i negoziati alla ricerca di un accordo di libero scambio che possa soddisfare entrambe le parti. O quantomeno limitarne i danni.

Nell’attesa, il mondo del lusso dovrebbe trarre un iniziale giovamento, visto e considerato che le realtà produttive potrebbero essere spinti a una logica di magazzino per prevenire l’eventualità dell’applicazione reciproca di dazi. Preoccupazione che vive a bordo passerella da tempo ormai, cioè da quando l’uscita della Gran Bretagna dal mercato comune era solo una minaccia non ancora consacrata dall’inaspettato referendum del 2016.

E questo perché il transito alle regolamentazioni della World trade organization, conti alla mano, potrebbe valere, in saldo negativo, tra 850 e 900 milioni di sterline (circa 1 milione di euro) e, come aveva spiegato a suo tempo Caroline Rush, ceo del British fashion council: «L’impatto delle eventuali tariffe è solo una delle sfide che le aziende devono affrontare».

Questo perché, l’ipotetico danno sopra citato, andrebbe a intaccare un comparto il cui peso specifico, in Gran Bretagna, incide per 32 miliardi di sterline (38 miliardi di euro) sul prodotto interno lordo. E se le etichette brit non dormono sonni tranquilli, non molto più serene possono essere quelle comunitarie, considerato che secondo il rapporto Uk value vlothing 2019-2024, elaborato da Researchandmarkets.com, il mercato dell’abbigliamento in Uk nel 2019 è stimato a 14,1 miliardi di sterline (16 miliardi di euro), per superare i 60 miliardi di sterline (71 miliardi di euro) aggiungendo anche accessori, pelletteria e cosmesi. (riproduzione riservata)

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Studio Legale Guarino & Associati - 2017